Il Club dell’Innovazione diventa Associazione

Scritto da: Antonio De Bellis

Nato come gruppo di professionisti che si stimavano e avevano deciso di incontrarsi periodicamente per confrontarsi sulle tematiche dell’innovazione, oggi il Club diventa una vera e propria associazione culturale, con tanto di statuto e cariche sociali.

Mi sono accorto che creare un’associazione è simile al creare un’azienda e il nostro ordinamento giuridico e fiscale è così ricco di dettagli che il rapporto con la banca e soprattutto l’ufficio delle entrate diventa particolarmente intenso. Chissà come ci vedono gli inglesi che hanno la fortuna di vivere in un paese molto più semplice. Noi italiani siamo un popolo creativo forse proprio perchè ci esercitiamo quotidianamente a risolvere le complicazioni che noi stessi ci creiamo.

Al di là di tutto, la trasformazione del Club in Associazione permetterà di avere le risorse necessarie per organizzare gli incontri e consolidare e allargare il gruppo di lavoro.
L’attività del Club in questi anni ha prodotto i suoi frutti: il confronto reciproco e l’incrocio di competenze diversificate sono serviti a creare progetti nuovi e trovare terreni comuni su cui costruire collaborazioni e attività originali.
Fino ad ora il Club si è retto sul volontariato e la propositività degli aderenti: continuerà a reggersi così ma giusto con quel minimo di organizzazione in più che ci consentirà, ad esempio, di prenotare una grande struttura con le relative facilities se volessimo organizzare un convegno che riuscisse ad avere un significativo numero di adesioni.

L’associazione è senza fini di lucro e si reggerà sui contributi dei singoli associati. Rimarrà il meccanismo del baratto come forma di “pagamento” delle prestazioni all’interno del Club ma nell’ambito di una regolamentazione che permetterà da un lato di riconoscere al socio che effettua una presentazione il suo valore e dall’altro di garantire la qualità degli interventi.

Il primo effetto sortito dalla nascita dell’associazione è stato quello di selezionare chi è realmente interessato: la veste istituzionale ed un minimo di quota sociale crea una prima e significativa barriera per chi non condivide realmente gli obiettivi e i valori del Club.

Come inizio di questo nuovo corso, credo sia utile rimarcare chi siamo, cosa vogliamo diventare, come e con quali regole:

Visione
Diventare il punto di riferimento sui temi dell’innovazione in termini di formazione, metodo, condivisione, sviluppo personale

Missione
  1. Unire persone appassionate, intelligenti, curiose, competenti nel proprio campo, che si mettono in discussione e con questo cercano il miglioramento continuo, avvezzi a condividere le conoscenze con gli altri perchè consapevoli di riceverne un arricchimento reciproco,  che reputano l’innovazione un aspetto fondamentale della loro vita e del loro lavoro;
  2. Creare momenti di confronto, di scambio di informazioni, esperienze, idee, best practice che favoriscano il networking, il consolidamento delle relazioni e la nascita di progetti comuni tra i partecipanti al Club;
  3. Proporre Offerte di Valore per il Club e per soggetti esterni (Aziende, Associazioni, Istituzioni, …) interessati all’innovazione.
Regole
Il club si regge sul BARATTO: ogni partecipante è tenuto a portare il proprio contributo di qualità e a riceverne in cambio il contributo dell’altro.

Tanto tempo fa ho sentito per la prima volta un’espressione, food for thougths, che mi è rimasta impressa perchè definisce in maniera poetica il nutrimento intellettuale, quello che a mio avviso dovrebbe essere l’esigenza di ognuno di noi dopo aver assolto i bisogni primari (dormire, bere,…) e che ci porta a progredire e a godere  della vita. Senza stimoli noi ci inaridiamo come una pianta senz’acqua e il nostro pensiero è la parte più vitale di noi perchè continua a vagare anche quando il nostro corpo rimane immobile.
Se con il Club riusciremo a creare lo spazio, fisico e virtuale, che spezza la nostra routine e alimenta i nostri pensieri
avremo raggiunto il nostro obiettivo.


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