La qualità della formazione online

Scritto da: Antonio De Bellis

Udacity_LogoNell’articolo pubblicato sul futuro della formazione evidenziavo come una nuova offerta formativa sta facendo capolino a livello mondiale con caratteristiche molto interessanti: trasmessa via web, di alta qualità, estesa a milioni di potenziali utenti e completamente gratuita.
Nel week-end ho voluto testare uno di questi corsi per capire se tutte le premesse e le promesse siano effettivamente rispettate. Ho scelto di iscrivermi e frequentare un corso su una materia che conosco benissimo, la statistica, così da poter valutare come vengono affrontati gli argomenti e quanto viene coperto di tutto quello che ci sarebbe da dire.
La scelta è caduta sul corso Statistics della San Josè State University veicolato dalla piattaforma mooc della Udacity. Il programma corrisponde all’esame di Statistica 1 presso una nostra facoltà di Scienze Statistiche.
Per iscriversi è necessario compilare un breve form in cui va indicato il proprio account google, essenziale per le esercitazioni. Il corso è partito il 30 Giugno e ad oggi sono state effettuate tre lezioni. Poichè l’offerta formativa è completamente online, le lezioni perse si possono recuperare seguendo i rispettivi link. Una lezione è costituita da slide sequenziali che progressivamente attivano video di spiegazione e di domande su quanto presentato. La prima lezione dura 30 minuti, nominalmente, in realtà ci si impiega molto più tempo a completarla perchè dopo ogni test, che è costituito da una domanda a risposta multipla che deve essere risolta correttamente altrimenti non si va avanti, viene commentata sia la risposta corretta che le opzioni non corrette. Vi sono poi “discussioni” costruite con le domande degli studenti a cui rispondono altri studenti o professori e queste sezioni portano ad ulteriori approfondimenti che possono avere link esterni a pagine o video che ogni iscritto può inserire.

Udacity lesson in statistics


Rispetto ad un corso standard in aula quello che ho potuto notare è:

  1. vengono trasmessi un ampio ventaglio di concetti: già nella prima lezione, ad esempio, si è parlato di blind test, campione stratificato, correlazione,… temi che saranno sicuramente affrontati più dettagliatamente in seguito ma che inducono lo studente già in questa fase ad approfondire autonomamente per meglio comprendere ed effettuare i test;
  2. l’interazione continua (domande, risposte, spiegazione delle risposte) elimina i tempi morti e velocizza l’apprendimento;
  3. la piattaforma web permette di estendere la conoscenza ad altri strumenti o applicazioni: ad esempio l’esercitazione finale della prima lezione prevede il lavoro su un data set in google docs che va rappresentato in un diagramma a dispersione.

Che dire, sono rimasto favorevolmente impressionato. Questo tipo di corso consente di creare una competenza che non si ferma alla teoria, anzi, mette già in grado lo studente di operare utilizzando gli strumenti più avanzati disponibili. E sono sicuro renda più coinvolgente e divertente lo studio, con meno rischi di abbandono o dilazione degli esami nel tempo.



3 Comments

  1. Emanuele   |  lunedì, 18 febbraio 2013 at 10:22

    Ciao Antonio,

    analisi molto interessante, che conferma quanto vedo “dall’interno”.

    Sto lavorando a un progetto di online education. I topic che hai messo in evidenza nel tuo post sono gli elementi base da considerare prima di partire.

    Mi sento di arricchire le tue impressioni con alcune considerazioni maturate nel corso della personalissima esperienza che sto facendo:

    1. Contenuti e delivery corrono di pari passo, è possibile strutturare diversi livelli (almeno 4) per organizzare i temi e renderli disponibili per la fruizione, ovvero creare un “prodotto finito” da distribuire.

    2. Tecnologia: moltissimi strumenti sono disponibili per la creazione di contenuti più o meno interattivi. Partendo da qui è necessario “tarare” i livelli di difficoltà di utilizzo (non è detto che i formatori siano necessariamente dei geek ;)). Per tecnologia intendo tutto ciò che è coinvolto (piattaforma per la delivery, raccolta dei contatti, eCRM, strumenti di ripresa….)

    3. Implementazione del progetto: è sicuramente necessario coinvolgere il team digital per mettere i trainer nelle migliori condizioni per fare il proprio lavoro: formare.

    Altre considerazioni che farei sono di tipo marketing: offrire ai propri clienti la possibilità di interagire con l’azienda attraverso sistemi di e-learning è sicuramente un passo avanti nell’arricchire l’asset di servizi offerti da un brand.

    Queste le prime impressioni, sicuramente sarebbe bello approfondire il tema con un post ben strutturato sul blog che prima o poi mi piacerebbe aprire :)

    Intanto grazie per aver toccato l’argomento, offre l’opportunità di mettere a sistema un po’ di idee.

    Ciao

    Emanuele Barresi

  2. Antonio De Bellis   |  lunedì, 18 febbraio 2013 at 11:26

    Ciao Emanuele, grazie per il contributo. Sul punto 2 ti consiglio di “frequentare” uno dei corsi di cui citavo nell’articolo http://www.clubinnovazione.net/il-futuro-della-formazione/ perchè la naturalezza e la “freschezza” degli insegnanti nello spiegare un argomento utilizzando strumenti di presentazione avanzati ha un effetto trascinante sorprendente. Il segreto è quello di utilizzare lo strumento di presentazione nel caso specifico dando giusto qualche piccolo aiuto tecnico. Il resto viene da sè.

  3. GianPaolo Macario   |  giovedì, 21 febbraio 2013 at 18:04

    Buon Giorno De Bellis,

    molto interessante anche per me. Noi abbiamo circa 10.000 utenti che seguono i corsi di aggiornamento professionale in medicina e farmacia ed oggi utilizziamo una piattaforma collaudata ma un pò vecchiotta che è moodle.
    Ora provo a fare un giro su Internet e capire meglio cosa offre questa piattaforma.
    Se vi interessa vedere cosa facciamo noi potete visitare come esempio http://www.professionefarmacia.it

    GianPaolo Macario

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